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Emma

Studio teatrale da “Madame Bovary” di Gustave Flaubert

con  Sara Cicenia
testo e regia  Riccardo Colombini

“Il vero rispetto che i classici giustamente esigono richiede che ogni bigotta, adulatoria e falsa venerazione venga messa alla gogna”. (Bertolt Brecht)

Quando un libro può essere considerato un classico?
Innanzitutto, un classico ha generalmente un discreto numero di pagine ed è stato scritto da un autore morto almeno un centinaio d’anni or sono. Un classico è poi un libro di cui tutti ricordano il titolo, o l’autore, di cui tutti hanno visto la trasposizione cinematografica o televisiva, ma che pochi – e spesso per forza – hanno letto. Un classico è infine un libro che mette soggezione, che suscita timori reverenziali e manifesta immancabili pensieri di supposta sacralità.
O forse quanto abbiamo scritto non è altro che il comune pregiudizio che normalmente si ha nei confronti dei classici. Forse nella nostra valutazione stiamo sbagliando metro e dovremmo innanzitutto partire da noi stessi. Perché noi (io o tu che stai leggendo) riteniamo che un libro sia un classico? Al di là della critica, di quello che su quel libro è stato scritto in passato o che abbiamo imparato a scuola. Forse (ma è solo una delle possibilità) un classico è un libro che funziona un po’ come uno specchio, dove ci si vede tutti interi, ci si riconosce, o si riconoscono altri. Uno specchio che spesso riporta indietro nel passato, mantenendo un dialogo costante con il presente. Il nostro presente, di me e te che ne leggiamo le pagine. E, di fatto, è un libro che parla un po’ anche di noi.
Nel 1857, Gustave Flaubert ha scritto “Madame Bovary”, un libro che – da sempre – è considerato un classico. Quando l’abbiamo letto, il gioco dello specchio ha funzionato e ci siamo visti – barba e baffi compresi – con le sottane ottocentesche della Francia flaubertiana e, seppur con vicende diverse, con la stessa fragilità, passione, umanità di Emma Bovary. “Madame Bovary c’est moi” aveva affermato l’autore davanti ai giudici che lo accusavano di oscenità. A così tanti anni di distanza, facendo nostre le parole dell’autore, proviamo a raccontarti che questo classico parla anche di te.


ALTRE INFORMAZIONI UTILI
Età consigliata: dai 14 anni
Tecniche utilizzate: teatro d’attore
Durata: 50 minuti circa

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